Nerone e la Città della Scienza

Redazione Una storia al giorno

Nerone e la Città della ScienzaLa cultura aveva bonificato troppo il cratere lasciato dall’Italsider. Nel paradiso ecologico di Bagnoli, sfigurato da decenni di acciaio e polveri, la Camorra ha altri progetti. La cultura di migliaia di ragazzi portati ogni giorno da tutta Italia, da tutto il Mondo, a vivere quello che le aule di scuola non possono dare, deve cedere il passo ai manager del malaffare. Appalti, lottizzazioni, edilizia, bonifiche, rifiuti, villaggi a tema…deciderà il borsino del momento.

Il capo clan Nerone è stato perfetto. Ha mandato un commando di incendiari scientifici. Arrivati dal mare, i killer della conoscenza hanno agito con devastante abilità. Con sostanze chimiche, ideate proprio grazie ai geniali studi fatti rivivere in questa città del sapere umano, hanno appiccato un rogo inaffrontabile dai vigili del fuoco.

La missione era cancellare ogni traccia. Far scempio del sapere che libera dalla schiavitù criminale. Che la memoria fosse solo cenere e puzza tra le mura.

Correndo una mattina di qualche settimana fa nel Parco Virgiliano a Posillipo, che dall’alto domina i Campi Flegrei, restai sorpreso nel sentire un odore di zolfo intenso che quando mi allenavo da ragazzo non sentivo. E’ l’odore familiare della Solfatara che arrivava portato dal vento dal cratere a cielo aperto di Pozzuoli, oltre i Campi Flegrei. Da ragazzo non lo sentivo perché allora nel mezzo, fra il Virgiliano e Pozzuoli, c’èra il gigante siderurgico, l’Italsider, a far da ingombrante cappa, diaframma per l’aria che arrivava dalla Solfatara.

Insomma, smantellata la fabbrica, l’ecosistema si era rimesso in marcia. Ma gli uomini che amministrano Napoli non hanno fatto abbastanza in fretta  a occupare subito gli spazi lasciati liberi dall’Italsider, a sostituire le macerie post-industriali con progetti di crescita per i napoletani. La Città della Scienza è rimasta come una cattedrale nel deserto. Lasciando a Nerone lo spazio per tentare i suo progetti.

Quando ho comunicato a mia figlia, romana e non napoletana come me, che la Città della Scienza non c’era più, ho visto i lucciconi ai suoi occhi.

I giovani capiscono, sentono sulla loro pelle, come la cultura cambi la loro vita, strappandoli alla violenza della barbarie.
Up Patriots! Noi li fermeremo. Noi ricostruiremo.

Incontriamoci per dare un contributo e lanciare iniziative in un concerto di solidarietà e raccolta fondi assieme agli artisti di “Ambasciatori in Musica” che hanno già dato la loro adesione, tra i quali Maria Pia De Vito, Enzo Gragnaniello, Patrizia Laquidara, Tony Cercola, Patrizia Scascitelli.