Il ricordo di Domenico Quirico

Domenico Quirico

Redazione Una storia al giorno

Il ricordo di Domenico QuiricoIl ricordo di Domenico Quirico nella Giornata per la libertà di stampa

Quando nell’agosto di due anni fa scampò all’esecuzione sommaria che gli avevano riservato gli uomini di Gheddafi, raccontava di quei due miliziani ventenni che, opponendosi agli altri colleghi, avevano rischiato la pelle per salvare lui e gli altri tre giornalisti italiani caduti in trappola poco prima. “Quel giorno ho visto la carità – spiegava Domenico Quirico – l’unica forma che assume il divino nel mondo”.

Poco dopo la loro liberazione, l’albergo in cui era tutta la stampa mondiale a Tripoli fu assaltato da cecchini, con una sparatoria che durò quasi un’ora, documentata dal video che girai quel giorno. (“Cecchini a Tripoli” clicca qui per vedere le immagini)

Ecco, Quirico non è fatto per restare in albergo. Il dovere di raccontare per lui, come per i migliori di noi, comporta la necessità di esserci. E’ sempre stato convinto che fosse necessario ”essere all’interno del fatto, rischiando, senza avere un modo per scampare a cio’ che accade”.  Perché ”il dolore dell’uomo va condiviso per raccontarlo”.

Il fiocco giallo in questa Giornata mondiale per la libertà di stampa proclamata dall’Onu è come la bandiera di questo giornalismo in cui crediamo, il segno che aspettiamo il suo ritorno, sapendo che almeno 68 di noi nel 2012 non sono tornati. Anche se non abbiamo notizie dall’8 aprile, abbiamo fiducia che la sorte abbia risparmiato ancora una volta Domenico mentre divideva la propria sorte con quella dei disperati la cui vita era andato a documentare nel mattatoio siriano di Homs. Seguendo i versi dell’eroe e poeta cubano Josè Martì: “Con los pobres de la tierra quiero yo mi suerte echar…”